INCENTIVI RISTRUTTURAZIONE, CHI NE HA DIRITTO E COME OTTENERLI

Come ben sappiamo i lavori di ristrutturazione della propria casa rappresentano una chance notevole per poter risparmiare sulla propria dichiarazione dei redditi. Basti considerare a tal proposito che la conferma anche per il 2016 del bonus al 50%, comporta in pratica il dimezzamento della somma spesa, con un tetto fissato a quota 96mila euro (48mila a partire dal 1° gennaio 2017).



Naturalmente per poter beneficiare delle detrazioni è opportuno seguire una serie di prescrizioni. Come fare per ottenere gli incentivi per la ristrutturazione della casa? La prima cosa da fare è che le spese affrontate devono essere correttamente documentate, tramite presentazione delle relative fatture.

E’ assolutamente necessario che il pagamento sia stato effettuato tramite bonifico bancario o postale, recante non solo gli estremi dei lavori in questione, ma anche i dati fiscali del committente e dell’impresa che ha eseguito i lavori.
Va comunque sottolineato che sono moltissimi i nostri connazionali che nel corso degli ultimi anni hanno approfittato di questa opportunità relativa agli incentivi per le ristrutturazioni.

In seguito a questa considerevole adesione, le detrazioni fiscali hanno garantito un giro di affari in grado di risollevare un settore vitale per la nostra economia, con un indotto stimato pari a 315mila posti di lavoro altrimenti messi a rischio da una crisi che sembra non cessare mai.
Quali interventi sono detraibili?

Tra gli interventi che è possibile portare in detrazione, vanno sicuramente menzionati gli interventi di manutenzione ordinaria realizzati sulle parti comuni condominiali, caso in cui le detrazioni devono essere divise sulla base della quota millesimale. In questa categoria sono compresi interventi come la sostituzione integrale o parziale di pavimenti, anche esterni, oltre al rivestimento e alla tinteggiatura delle pareti, sia interne che esterne.
Anche gli interventi di manutenzione straordinaria realizzati su singole unità abitative, ovvero i lavori riguardanti il rinnovamento e la sostituzione di parti anche strutturali di edifici, possono essere detratti dalla propria dichiarazione dei redditi. In questa categoria rientrano ad esempio:

    la realizzazione e il miglioramento dei servizi igienici;
    l’installazione di ascensori e scale di sicurezza, il rifacimento o la costruzione ex novo di scale interne;
    la costruzione, la demolizione e l’eventuale ricostruzione in altra parte degli interni di muri;
    la sostituzione di infissi esterni, serramenti o persiane con serrande, tali da comportare una modifica di materiale o della tipologia di infisso;
    la realizzazione di una nuova pavimentazione esterna oppure la sostituzione della precedente che sfoci infine nella modifica di superfici e materiali;
    la sostituzione dei solai di copertura con materiali diversi;
    la sostituzione della caldaia esistente con sistemi innovativi per il risparmio energetico;
    la realizzazione di recinzioni, cancellate o muri di cinta, la sostituzione dei cancelletti d’ingresso con altri aventi caratteristiche diverse sia per i materiali, che per le dimensioni e i colori;
    la sostituzione dell’impianto elettrico o la sua integrazione per la messa a norma;
    la sostituzione o una riparazione dell’impianto idraulico tale da comportare innovazioni rispetto a quello preesistente;
    la ricostruzione o le riparazioni dell’edificio a seguito di un evento calamitoso, a patto che sia stato dichiarato lo stato d’emergenza;
    l’installazione di impianti tesi allo sfruttamento delle fonti di energia rinnovabili;
    l’eliminazione delle barriere architettoniche e tutti gli altri interventi tesi a favorire la mobilità interna o esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap, ai sensi della legge 104/92.

Rientrano tra le opere agevolabili, quelle tese ad evitare gli infortuni domestici, ad esempio la sostituzione di una presa elettrica o del tubo del gas o di una presa, o l’installazione di un corrimano sulle scale. Anche gli interventi volti a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi, ovvero i furti nelle abitazioni, possono essere detratti, una categoria in cui rientra l’installazione di antifurti, porte blindate o grate di sicurezza alle finestre.

Vanno poi ricordati tutti i lavori per il risparmio energetico e il conseguimento della sicurezza antisismica e statica, le prestazioni professionali e le spese necessarie per la progettazione, quelle per le perizie e i sopralluoghi necessari, gli oneri di urbanizzazione, l’Iva, i bolli, gli oneri concessori, le autorizzazioni e denunce varie. Infine tutti i lavori per la bonifica dall’amianto, comprese le spese per lo smaltimento del materiale.
Conta la data del bonifico

incentivi ristrutturazione casa, come fareCosa fare per non imbattersi in disguidi che potrebbero avere conseguenze esiziali? Tra le cose da ricordare attentamente vi è la data in cui il bonifico di pagamento per i lavori è stato emesso. Proprio da quella data, infatti deriva il diritto all’agevolazione, non da quella risultante sulla fattura oppure dall’esecuzione dei lavori.
La detrazione permette di scontare in dieci rate annuali l’intero importo e fissa come tetto massimo detraibile la quota di 96 mila euro, valida per ogni unità immobiliare. Nel caso in cui la stessa sia cointestata, essa va divisa in due, non certo moltiplicata.
Nel caso in cui gli interventi realizzati rappresentino la prosecuzione di lavori che erano già stati avviati in precedenza, la determinazione del limite massimo di spese detraibili deve prendere in considerazione quelle già sostenute, al fine di stabilire il limite massimo di spesa.

Infine, va ricordato che la detrazione per le ristrutturazioni finalizzate al risparmio energetico non è cumulabile con quella per fini edilizi. Nel caso in cui i lavori effettuati abbiano diritto ad entrambe le agevolazioni, converrà naturalmente far detrarre la spesa più consistente.